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Pier Benito GRECO

Ospito con vero piacere un articolo dell'amico Vieri, parole che vogliono essere un affettuoso e prezioso ricordo del musicista e dell'uomo Pier Benito GRECO, scomparso nel 2018. Conobbi e frequentai "Pierino" (così lo chiamava affettuosamente Vieri), per motivi professionali. Fu un periodo breve ma intenso, e comunque consolidato da una sincera amicizia. Vieri è a pieno titolo il suo biografo; nell'articolo troverete tante cose, tante storie. E dunque gli passo la parola.

LA CANTINA “MAGICA”
a cura di Vieri CVETNICH MARGARIT

Pier benito greco jpg
Vieri e pierino
Mi frulla in testa da alcuni giorni tutta una serie di canzoni di “Pierino”, che vorrei riportare qui di seguito ed in maniera rigorosamente ruspante, come si conviene. La biografia la si può trovare in rete, con nomi e cognome, data di nascita e quant'altro, ed è giustissimo che tutto venga scritto in maniera razionale; però i ricordi servono a contestualizzare un insieme di avvenimenti, e non importa se non vengono esposti in ordine cronologico. A distanza di oltre cinquant'anni un giorno, oppure un mese, prima o dopo, pérdono l'importanza del momento originale ma non scalfiscono minimamente il quadro generale, ricco di emozioni: ma vuoi che venga sminuita la cantina delle prove? Si, quella di corso Toscana 151. Ma vuoi mica che vengano intaccate dalla ruggine tutte le suonate extra, dopo le prove; oppure tutte la cazzate che si dicono quando si va a ruota libera? (succedeva regolarmente); e gli spaghetti alle 2 del mattino, sempre a casa di Pierino?

Prima di procedere credo sia bene fare un quadro più generale della situazione, a partire dalla Parrocchia di S. Caterina, i concorsi canori visto che allora non c'era la TV (siamo negli anni '50), altri appassionati di musica (strumentisti). Il fabbricato della chiesa, quello storico, piccolo, ospitava nel piano seminterrato il “cinema” parrocchiale ed il bar/ritrovo/calciobalilla di Pellegrini (Gino?), divisi longitudinalmente da un muro. Nomi, alla rinfusa anche se ne lascio fuori qualcuno (e mi scuso): Michele Concas faceva il presentatore, ad aiutarlo una bella donna bionda (che, se ricordo bene, è diventata poi sua moglie), Gianni Cerfoglio alla fisa, Santo Mondo alla chitarra. Non ricordo ci fosse qualcuno al pianoforte, ma nella stessa scala abitavano sia Gianni che Pierino, né al contrabbasso (facilmente un qualcuno c'era). Oltre a Gianni e Santo, collocati con sicurezza in quel momento, hanno fatto parte di questa bellissima avventura anche altri musicisti elencati più avanti, qui. Sono molti, anche grazie ai contributi di amici comuni. Dei vari musicisti che si sono avvicendati, oggi nomi e ricordi possono essere un po' sbiaditi; con qualcuno sei in contatto, con altri meno; qualcuno sta a Riccione e qualcun altro forse in America, ma: la chitarra di Enrico Casali o di Giansereno Raimondo, la batteria di Aldo Garofalo, e poi di Carlo “Bulli” Giaracca, o di Franco (Franchino) Iaria; di musicisti “suggeriti” altra sfilza: un Piovano, un Umberto “Berto” Farruggia, un Titti, un Germano Montefiori, una ragazza proprio capace: Alba, abbracciando tutta la strumentazione di cui potesse disporre un gruppo: c'era il batterista, il tastierista, il bassista, le voci il “polistrumentista bravo”, il sassofonista di Chivasso (come se nascessero tutti lì...), le voci; non ho dimenticato i chitarristi, in ultima posizione per essere posti in evidenza per un particolare: in un gruppo il chitarrista non c'era!

C'era invece, come si è potuto vedere, il tessuto musicale, ed i cantanti non mancavano: era il momento di “Nel blu dipinto di blu” o “Piove” (D. Modugno), o di “The banana boat song” (H. Belafonte); Ne ho cantata qualcuna anch'io, “Solo tu” (Only you, ma in italiano), o “Boccuccia di rosa”, vivendo in pieno il clima delle competizioni con entusiasmi e delusioni (e lacrime), e ricordo bene Tina Migliozzi, Tina Perillo, Gino Zanghirella e gli “amici del coro di Banana Boat”, Toni Calbini, Attilio Stolizza, e non me ne voglia chi non è stato nominato: sessant'anni sono sessant'anni. Di un maestro di pianoforte ricordo il cognome Tansini e mi pare fosse in “sana e leale concorrenza” con qualcun altro, ma... nebbia: non ricordo oltre. Più vivo, invece, mi sovviene il suo nuovo tempo musicale, era il 5/4 (chiamato allora “Pentatime”) e sembrava un controsenso, come matematicamente sarebbe; non saprei se ha avuto subito successo, in termini di diffusione e quindi vendite, ma oggi una roba del genere “è roba super”, è uno standard musicale e puoi ascoltarlo (sax o piano, vai su YouTube) il titolo è Take Five. Ma anche se fa figo il fatto di suonare o godersi “oggi” Take Five, va assolutamente notato che il “mondo musicale commerciale” è indietro di quarant'anni rispetto al M° Tansini, persona semplice e laboriosa e di indiscussa validità musicale.

Tornando a Pierino e la cantina che, come tutte le “cantine musicali” che si rispettino, era in parte insonorizzata con materiale assolutamente ecologico già allora, cioé con imballi per uova, quelli una via di mezzo tra cartoncino e feltro; imbiancata per il resto, essendo di mattoni non intonacati, era abbellita con gusto da cartoncini neri con su scritto il nome dei vari brani, praticamente un “repertorio murale”, veri quadretti impreziositi da bucature fatte con una pinza, tipo quelle dei controllori (quando i biglietti venivano annullati con un buco) ma a forma di stella: rendevano molto bene, in estetica. Da quella cantina, dicevo, si sono visti passare Antonella Bellan, Franco Tozzi che suonava anche la chitarra basso e che, a volte, si portava dietro Umberto il fratello più piccolo che era un bambinetto e come tanti, vispo e rompiballe il giusto, e oggi sappiamo chi sia, musicamente parlando. Ai vari musicisti che sono stati elencati poco prima, occorre nominarne un altro per l'estro, per i suoi “tre livelli”, ed avete già capito il personaggio: Pier Benito; e poi... beh, Pierino era avanti anche di fantasie, quindi i livelli citati riguardavano: in cantina il pianoforte verticale; al primo piano, a casa, oltre alle spaghettate notturne, si poteva ammirare un “vecchio” Juke-box mentre UDITE UDITE sotto casa anche un'automobile parecchio inusuale ed esclusiva: una Lancia Flaminia, che sicuramente poteva bilanciare in qualche modo le fattezze minute di Pierino; trascurabile il fatto che lo stesso tipo di automobile fosse lo stesso dell'auto di rappresentanza del Capo dello Stato... Non ricordo bene, ma il periodo della Flaminia poteva essere intorno al periodo “Castrocaro – Sanremo” di Tozzi e, comunque, sarebbe stato un bel presentarsi. Poi la vita ha portato anche me dove ha “voluto”, mi sono perso di vista con tutti o quasi. I musicisti? Praticamente tutti hanno trovato uno sbocco professionale, salvo poi reintegrarsi in occupazioni più “solite”, come tecnico di radiologia, o rappresentante o steward.

Orchestra

Prove

Quaderno 2

Grande torino

Le canzoni. La più conosciuta forse è “I tuoi occhi verdi” cantata da Franco Tozzi, per il disco, la vittoria a Castrocaro e, l'anno dopo, la strana manovra che ha visto coinvolto Franco, danneggiandolo, al Festival di Sanremo, tornerei ad elencare a memoria, in modo “passionale”, non cronologico, a sensazione: Due case, due finestre; Rosanna; Ariel; Scusa; Rose rosse (un'altra, nata dopo, ma con lo stesso titolo è quella cantata da Massimo Ranieri); Vecchio palazzo; Cara Juventus; Credere è vivere; Amici; La fidanzata d'Italia. Tra le ultime ci sono degli inni; e più precisamente: “La fidanzata d'Italia” (come “Cara Juventus”), dedicata alla squadra del cuore di Pierino, la Juventus F.C, appunto; l'altra, “Credere è vivere”, scritta per affrontare in questo modo il problema della tossicodipendenza, era stata presentata “bipartisan” da Sergio Vatta per il Torino F.C. e Dino Zoff per la Juventus; in una realtà già allora particolarmente “impegnativa” come la Scuola Media “Rocco Scotellaro”, che da subito si era rivelata una “scuola di frontiera”. In quella scuola Pierino aveva insegnato musica ma aveva imparato dalla scuola della vita di un quartiere nuovo e dalle sue contraddizioni: non per niente l'ultimo tratto di corso Cincinnato era anche stato denominato “il Bronx”. Oggi quella scuola non c'è più. Le parole non le ricordo tutte a memoria ma, siccome non sono sicuro di trovarle tutte, inizierò a metter giù le bozze, poi si vedrà. Piaciuto? Ciao

p.s. Alla rilettura sono affiorati altri titoli:Amici” parzialmente riscritta più sotto, e Uno come me” (Franco Tozzi, grazie YouTube).

DEVO PRECISARE CHE LE PAROLE SONO QUELLE CHE RICORDO, CON PIENO BENEFICIO D'INVENTARIO. CHI SA DI PIÙ MI CORREGGA. GRAZIE


AMO LA MIA GIOVENTU'  
(Giovanni Vergnano – Pietro Benito Greco - Luigi Donorà)
clicca il titolo per ascoltarla su Youtube 
interpretata da Franco Tozzi

Ti prego, non mi lasciare perché lo sai
ha bisogno di te la mia gioventù
non so perché a me piaci proprio tu

Ti chiedo. di non fuggire da me perché
ha bisogno di vivere questa mia gioventù
lotterò fino all'ultimo
anche se tu, domani non sarai più
vicino a me
ti cercherò

(orchestra)

ha bisogno di te la mia gioventù
non so perché a me piaci proprio tu

Ti chiedo di non fuggire da me perché
ha bisogno di vivere questa mia gioventù
lotterò fino all'ultimo
anche se tu, domani non sarai più
vicino a me
ti cercherò
ti cercherò
ti cercherò


DUE CASE, DUE FINESTRE
(Giovanni Vergnano - Pietro Benito Greco - Luigi Donorà)
interpretata da Franco Tozzi
clicca il titolo per ascoltarla su Youtube


Due case, due finestre, e dietro ai vetri due innamorati;
due case e pochi metri che ti separano, ti separano da me:
Ho paura che tu sia come tante...
ho paura che io sia come troppi,
e perciò, e perciò, e perciò...

Due case, due finestre che si confondono tra mille qualunque,
come tante, come tutte, affacciate sulla via dove tu, dove tu,
te ne vai, te ne vai, te ne vai da me!


ROSANNA

(Giovanni Vergnano - Pietro Benito Greco)
interpretata da "Harlem 77"
clicca il titolo per ascoltarla su Youtube

Abbiamo fatto un ballo solamente
eppure gia? mi sembra di sognar
stasera le ripeto dolcemente: m'hai fatto innamorar.

Rosanna Rosanna Rosanna, c'e? il fuoco nei baci che dai
la luna ci guarda Rosanna, non dirmi che gia? te ne vai

Rosanna Rosanna Rosanna, ci guardan gli amici perche?
son tutti gelosi Rosanna, se passi a braccetto con me

Sul mio taccuino c'e? scritto un nome
un nome solo, e sai qual e??

Rosanna Rosanna Rosanna, ma quando mi dici di si?
io voglio restare Rosanna, per sempre abbracciato cosi?.


UNO COME ME

(Pietro Benito Greco - Giuseppe Garino)
interpretata da Franco Tozzi
clicca il titolo per ascoltarla su Youtube

Uno come me,non lo scorderai mai,
mi rimpiangerai,
ora me ne andrò.

Una come te,
non la cercherò più,
so che altre meglio di te,
soffriranno ancora per me,
me ne andrò.

Rimpiango i giorni
perduti con te,
perciò
un solo giorno durerà,
se un'altra dopo te verrà,
come te.

Uno come me,
non lo scorderai mai,
non rimpiangerai,
uno come me,
non lo troverai più,
non lo troverai più.

(orchestra)

Una come te,
non la cercherò più,
so che altre meglio di te,
soffriranno ancora per me,
me ne andrò.

Rimpiango i giorni
perduti per te,
perciò
un solo giorno durerà,
se un'altra dopo te verrà,
come te.


Uno come me,
non lo scorderai mai,
non rimpiangerai,
uno come me,
non lo troverai più,
no non lo troverai più,
non lo troverai più...


UN RICORDO

(Pietro Benito Greco – Luigi Donorà)
interpretata da Mini Molly
clicca il titolo per ascoltarla su Youtube

E' passato
già un anno
da quando
t'ho conosciuto,
ed io
t'amo sempre più.
Però oggi
tu sei
con un altra,
e di me
forse non hai
che un ricordo.

Ora
son rimasta
sola,
senza nessuno,
triste,
senza di te.
Ed io ti penso
sempre,
e credo che
non potrò
scordare mai
un amor così.

Ora
son rimasta
sola,
senza nessuno,
triste,
senza di te.
Ma non m'importa niente
perché
ti pentirai,
e senza di me
capirai
l'amore che ti ho dato.

CREDERE È VIVERE
(Otello Odorici - Pietro Benito Greco - Arturo Casadei) - Trovata, anche la musica

Qui la gioventù vive senza bandiere,
perde senza lottare, muore senza orizzonti.
Qui ci sono giovani che non credon più
che non sanno più per cosa vivere.
Io con loro, mi confondo, ma perché
Io non posso vivere senza un perché.
Vogliono un ideale i giorni miei,
voglio credere in me, voglio vivere per me,
devo credere in me, devo vivere per me.

(orchestra)

Vogliono un ideale i giorni miei,
voglio credere in me, voglio vivere per me,
devo credere in me, voglio vivere per me...

SCUSA
(
Pietro Benito Greco - Luigi Donorà)

Oggi, mentre il sole se ne va,
c'è qualcosa che muore, ma non piange nessuno.
Oggi, mentre il sole se ne va, te ne vai con lui,
Ti chiedo scusa, io ci credevo in questo amore
Forse non è stata colpa tua,
mi sentivo sicuro mentre, invece, sbagliavo.
Scusa se ho distrutto i sogni tuoi per i sogni miei:
Ti chiedo scusa, senza rancore, addio Amore.

ARIEL

Ariel, nome strano Ariel, scritto un giorno sul mar ai confini del ciel;
Ariel, nome strano Ariel, *** (smemo...)
Nessuno mai, nessuno mai comprenderà
e capirà cosa sei per me.
Ariel, nome strano Ariel, *** (smemo...)

ROSE ROSSE
A)
Se tra le cose che son più grandi di noi
un giorno tu troverai
*** (smemo...)
come un giardino di rose rosse *** (smemo...)
*** (smemo...)
Incontro a te verrò,
nell'infinito volerò.
A)

*** (smemo...)
Di giorno penso a te,
di notte sogno te


LETTERA
(Renato Scala – Amalia Luciana Medini - Mario Mellier - Pietro Benito Greco)
interpretata da Antonella Bellan
clicca il titolo per ascoltarla su Youtube

Ti scrivo stasera,
al di là della nostra frontiera,
in quel mondo diverso che tu
hai sognato con me.
Anche qui sono tante le case,
anche qui poca gente riposa,
e i ragazzi che vedo passare
somigliano a te.

Caro amore che luna stasera,
non mi sembra nemmeno straniera,
é la stessa che steso sul prato
guardavi con me.
Come brucia la mia nostalgia,
e che voglia di andarmene via,
ma mi dico che devo restare
sai bene perché.


Almeno tu non piangere
di notte senza me,
ricordati che sono qui per te.
Questo è solo all'inizio di un viaggio,
e anche tu devi avere coraggio,
di aspettare, aspettare finché
saremo insieme.


Caro amore è passato già un anno,
anche qui è venuto l'inverno,
hanno acceso il camino così
come facciamo da noi,
Ho trovato una piccola casa,
e per ora c'ho messo una cosa,
la tua foto che è come se fosse
un pochino di te.


Le amiche che la vedono
m'invidiano anche un po',
mi chiedono se ti somiglia o no,
io sorrido ogni volta e rispondo,
che tu sei il più bello del mondo,
chiudo gli occhi e ti sento già qui
vicino a me,
chiudo gli occhi e ti sento già qui
vicino a me


VECCHIO PALAZZO
(parole e musica di Pier Benito Greco)

Questa è la storia di tanti anni fa
quando mio padre dal sud venne al nord:
cercò una casa da vecchia città
in un palazzo che mai scorderò.

E qui comincia la storia di chi,
chi come me ogni giorno era lì
gli stessi volti, un cortile, una via,
una ragazza: la prima poesia:

Vecchio palazzo di tanti anni fa
quanti ricordi mi portano la
le tue finestre aprivi per me
quando, ogni sera, cantavo per te.

Vecchio palazzo non ce la fai più
e tu, finestra, non sei più lassù:
con te ho perduto i ricordi: poesia che se ne va.

Tutto è cambiato in questa città,
non è più quella di tanti anni fa
tutto è cambiato, non si usano più
le serenate di un tempo che fu.
E qui continua la storia di chi,
chi, come me, ogni giorno era lì
cambiano i volti, i cortili, le vie,

troppe avventure ma senza poesia.

Vecchio palazzo di tanti anni fa
quanti ricordi mi portano lale tue finestre aprivi per me
quando, ogni sera, cantavo per te.
Vecchio palazzo non ce la fai più
e tu, finestra, non sei più lassù:
con te ho perduto i ricordi... poesia che se ne va...


CARA JUVENTUS

(Pietro Benito Greco - Giancarlo Chiaramello) Inno per la squadra del cuore
*** (smemo...) praticamente tutta

AMICI

Amici, non lasciatemi solo
ho bisogno di dirvi quanto ho pianto per lei;
amici, con le lacrime agli occhi
io vi chiedo perdono se ho rubato una sera
per restare con lei, ho bisogno di voi:
di qualcuno che mi dica “non pensare più a lei”!

ho bisogno di voi:che ho pianto tanto per lei,
le potrete parlare, ma non fate sapere
Domani, la vedrete passare,di qualcuno che mi dica “non pensare più a lei”!
*** (smemo...) la parte evidenziata qui sopra, ed il finalino

LA FIDANZATA D'ITALIA
(Pietro Benito Greco)
Interpretata da Claudio Fiore

*** (smemo...) praticamente tutta

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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