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Silvano POLIDORI

Il Dancing Le Roi, in quegli anni '60, era considerato una tappa fondamentale per i musicisti torinesi e non solo. La sala di Attilio Lutrario era un vero gioiello per struttura e per arredo. Attraverso il link potete osservare una foto del locale e conoscere la sua storia.
http://www.leroi.torino.it/contents/index.php

Qualche anno prima vi ero entrato come spettatore per partecipare a serate con famosi cantanti, tra i quali ricordo Fausto Leali. Nell'occasione potei ascoltare Piero Braggi, chitarrista dei Novelty, il complesso che accompagnava Leali, ed attesi pazientemente l'assolo de “La campagna in città” che sarebbe scaturito da una spledida Fender Stratocaster “Lake Placid Blue”.

Vi tornai come musicista, per un discreto periodo; come già accaduto in altre sale da ballo, tra le quali l'Arlecchino Danze, a noi "Blue Stars" capitava di fare da apripista all'esibizione di artisti di spicco. Proprio a "Le Roi" ricordo un pomeriggio memorabile, ospite Caterina Caselli, con la sala stracolma all'inverosimile.

 

Locandina di Venerdì 2 Giugno 1967 - La Stampa
Zelinotti

In un altra occasione ci toccò di fare da spalla ad un altro grande dell'epoca, Mario Zelinotti, che scoprimmo essere oltretutto persona simpatica e modesta.
Nel complesso che lo supportava c'erano due eccellenti musicisti, i fratelli romani Silvano e Tony Polidori. Dall'incontro scaturì una spontanea e breve amicizia.

Prima di accomiatarci Silvano mi lasciò in ricordo il testo di un brano composto da lui e da suo fratello, che conservo come una reliquia.
Il brano si initola “Il processo all'amore”, costruito sulle suggestive sonorità del periodo, e ancor oggi di effetto.
Polidori
Ci si incontra e poi ci si perde. Conservo un bel ricordo di quei momenti. Ciao Silvano, ciao Tony, ed una preghiera per Mario che ci ha lasciato già da qualche anno.

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