Persone: Elisabetta Carnero

Nel 1963 musica e chitarra favorirono nuove conoscenze tra le quali quella di Roberto Facello, cantante che interpretava con grande bravura il repertorio di Elvis Presley. Quando mi fece ascoltare “Good luck charm” rimasi affascinato dal ritmo di quel brano sconosciuto, che avrei scoperto essere uno “shuffle”, e anche dalla progressione armonica con accordi tipici della country music. Roberto era un personaggio simpatico quanto imprevedibile. Una mattina d'estate di quell'anno sentii suonare il campanello di casa. Era lui che voleva farmi vedere una "cosa". Entrò con una custodia per chitarra, e dopo averla appoggiata sul tavolo mi disse di aprirla. La “cosa” era una Fender Stratocaster Fiesta Red, un oggetto di culto per chi cominciava a strimpellare “Shadows”. La presi in mano con tutte le cure del caso, proprio come se stessi tenendo in braccio un neonato, cercando di catturarne l'immagine e anche il profumo! Poiché quella creatura, immersa nella sua culla di velluto rosso, aveva una fragranza tutta sua, indimenticabile!

Roberto mi fece poi conoscere Mario Carnero, giovane batterista di Orbassano, con il quale ci trovammo saltuariamente io e mio fratello Giorgio per provare qualche brano. Poi le vicende musicali e di vita ci fecero perdere di vista. Nel 1989, nel corso dei preparativi per la Comunione di mio figlio Alessandro, dovendo pensare al vestito per la cerimonia, altrimenti detto “vestimenta dal cit”, mi ricordai che Mario era titolare di un rinomato negozio di abbigliamento in Orbassano. Così insieme ai dettagli per l'abito ci ritrovammo a riparlare di musica.
Parlammo anche di sua figlia Elisabetta, allora ragazzina, e della sua passione per il canto che reclamava un suo percorso. In passato avevo fatto partecipi altri aspiranti musicisti del mio bagaglio tecnico in modo spontaneo, senza approppriarmi dell'etichetta di “insegnante”, e accettai di seguire Elisabetta nel suo repertorio vocale e, sopratutto, nell'apprendimento della chitarra.
 

Nel corso degli anni la voce si è raffinata, la padronanza della chitarra si è fatta sempre più sicura, ciò che ha consentito ad Elisabetta di allestire un repertorio vastissimo comprendente successi di cantanti italiani e stranieri, da Mina a Ornella Vanoni, da Battisti a Zucchero e via via Ivana Spagna, Antonacci, Venditti, Renato Zero, Nannini, Tracy Chapman, Cat Stevens, Mango, Cocciante, Ranieri, Celentano, Battiato, ecc. Il primo brano su cui lavorammo fu, e non poteva essere altrimenti, “La canzone del sole” di Battisti. Da allora, per vent'anni, abbiamo dedicato molti sabati alla stesura di nuovi brani ed al “ripasso”.
 

E' stata una esperienza che mi ha gratificato profondamente sotto l'aspetto musicale, nel senso che il contribuire alla crescita di una personalità artistica è motivo di grande soddisfazione. E anche sotto il profilo umano, poiché quella offerta di insegnamento avvenne in un periodo in cui stavo forse trascurando la musica, e fu di stimolo a riprendere il percorso. Quel connubio artistico assunse anche un carattere di sincera e preziosa amicizia. Oggi Elisabetta assolve impegni professionali di primissimo ordine. Ogni tanto però riusciamo a combinare qualche serata, all'insegna dell'amicizia verso la sua famiglia e di una rispolverata di brani senza tempo. E non trascurando ovviamente di cantare “La canzone del sole”.
Grazie di cuore, per tutto.
 

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Il video porta la data dell'8 Maggio 1998 e segna il debutto di Betty, emozionatissima. Cantò “Il mio canto libero”, "E se domani" e “Il tempo di morire”, accompagnata da “The Blue Stars” e da “I Volti '70”. Una serata splendida!