Persone: Sergio Balestracci

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1962. Torino, via Tripoli. Memoria storica della mie sortite adolescenziali, musicali e non. Abitavo al civico n. 20, al sesto piano, e  talvolta udivo provenire dalla casa di fronte note di strumenti musicali a fiato, ora flauto, ora trombone. Non avevo idea chi fosse il musicista, ma in cuor mio apprezzavo quelle sequenze.

Quando iniziai a strimpellare la chitarra la cerchia di amici si allargò, e anche quella dei chitarristi. La sera si scendeva in strada e ci si scambiava informazioni su accordi, brani, dischi, ecc.
Ma eravamo pur sempre un po' sbandati. Poi un giorno conoscemmo il misterioso "suonatore" della casa di fronte. Si chiamava Sergio Balestracci, ed era un giovane studente del Conservatorio di Torino. Il Conservatorio, accipicchia! E noi lo guardavamo con occhi rispettosi ed anche un poco timorosi.

Presto però ci accorgemmo che Sergio, oltre che essere un eccellente musicista, aveva il dono di un un grande carisma permeato di simpatia e cordialità. Lo "dichiarammo" quindi da subito nostro maestro, e la sua presenza fu costantemente una sorta di faro. Imparammo tante cose sulla teoria musicale, ma anche nella pratica dello strumento potemmo beneficiare dei suoi pazienti e preziosi suggerimenti. Finimmo addirittura con il dare vita ad un piccolo gruppo il cui repertorio comprendeva tra i tanti due brani  indimenticabili, "The blob" e "When the saints go marching in". I dopo cena estivi ci vedevano spesso protagonisti di jam sessions spontanee. Non avendo un locale, ci ritrovavamo in uno spiazzo erboso tra le case periferiche, di fianco alla antica cascina "La Grangia" della quale oggi resta solo qualche rudere, e lì sfogavamo tutte le nostre velleità musicali.
Le nostre esibizioni non passavano inosservate. Da qualche finestra si affacciava gente incuriosita, senza peraltro protestare. Ma poiché all'epoca i suonatori ambulanti erano oggetto di ferrei regolamenti municipali ed il disturbo della quiete pubblica era un reato serio, al primo transitare di un lampeggiante assumevamo immediatamente la posizione di riposo, zitti zitti e quatti quatti sino al cessare dell'emergenza.

Sergio Balestracci non era per noi solo un maestro di musica. Era anche un maestro di vita che sapeva dispensare perle di saggezza di cui noi adolescenti irrequieti facevamo tesoro.

Oggi Sergio Balestracci è un affermato musicista in campo nazionale ed internazionale, con un curriculum di primissimo piano. Ma sono sicuro che se dovessimo "attaccare" come una volta "The blob" penso che non disdegnerebbe una compartecipazione! Grazie di tutto, Sergio!

Per conoscere Sergio Balestracci:
http://www.amicimusicapadova.org/musicisti/sergio-balestracci/