freccia.jpgColpo di fulmine
(Autore: Enrico Casali)


1970. Una domenica pomeriggio venni ingaggiato da una agenzia di Spettacoli per una sostituzione da "De Benedetti", una Sala Danze molto rinomata, ubicata in un antico palazzo di Piazza Carignano a Torino. La cantante del gruppo era G., molto brava ed anche tanto carina. Quando si suona "al volo" per la prima volta con altri musicisti l'attenzione è tanta, al bisogno ci si scambia un cenno o qualche parola sottovoce. Io trovavo però anche il tempo di gettare ogni tanto qualche occhiata a G., con ovvia discrezione. Lo stato di beatitudine durò poco, sino a quando mi resi conto che il suo atteggiamento rispecchiava il mio. A fine spettacolo non fu difficile pervenire ad uno scambio di numeri telefonici, motivando il tutto con la classica frase "caso mai dovessi servirvi in futuro", oh già...  

La sera ripensavo a quell'incrocio di sguardi ed iniziavano a manifestarsi i prodromi del "coup de foudre", o per dirla alla piemontese, "na bela caplin-a".
Avevo il suo telefono e gongolavo pensando che all'indomani avrei potuto chiamarla, ma da "timidone" mi occorreva un buon motivo. Tentennai per tutta la mattina e tutto il pomeriggio finchè mi sovvenne che una scusa plausibile avrebbe potuto essere lo smarrimento di uno spartito. Prima di cena sentii squillare il telefono. Era lei...