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L'esame alla SIAE
(Autore: Enrico Casali)


La licenza di compositore e paroliere era ambito traguardo per quanti volevano proporsi all'attenzione della case discografiche ed editrici. E poi permetteva la programmazione delle proprie composizioni sul mitico "borderò", riscuotendo i diritti d'autore. Parecchi, e per comodità e per proprio tornaconto, registravano i brani senza suonarli. Rischiando grosso, poiché gli agenti SIAE erano costantemente in agguato, mescolati anonimamente tra gli avventori. Poteva capitare che di punto in bianco si qualificassero e chiedessero di esaminare il borderò. La mancata corrispondenza tra brani eseguiti e dichiarati comportava sanzioni salatissime e nei casi più gravi provvedimenti disciplinari. 

Gli esami ai quali mi preparai sotto la guida del Maestro Arduino Bottesella erano: "compositore melodista", che consisteva nel completare un brano di alcune battute (non mi ricordo se quattro od otto) nella sola linea melodica, a differenza della prova di "compositore" nella quale occorreva armonizzare il brano, e "autore della parte letteraria", ovvero paroliere. Detti esami si sostenevano in due sole sedi, Roma e Milano, ed io mi recai a Milano per due giorni consecutivi. Fui fatto accomodare in una stanza spartana, con fogli e penna, e quattro ore di tempo a disposizione per l' esame. Conservai gli appunti dei testi.

In concreto l'esame di paroliere passava attraverso due prove: la prima consisteva nel comporre lo schema classico A-A-B-A, strofa - strofa - ritornello - strofa variata, su un titolo assegnato, nel mio caso "SPIAGGIA D'AUTUNNO":

spiaggia.jpeg

La seconda prova consisteva nel modificare il testo del brano "Pinne, fucile ed occhiali" di Edoardo Vianello:

pinne-fucile.jpeg

Dopo qualche mese mi pervenne a casa il responso positivo, con allegato il sospirato patentino S.I.A.E.

Diploma siae

 

 

 

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