stratocaster.jpgL'ultimo tram
(Autore: Enrico Casali)


1962. Il nostro negozio di musica era la "Maison de Musique" del Maestro Marcellino Signetti, ubicata nella galleria di Corso Orbassano. Essendo ad un tiro di schioppo da casa mi ci recavo sovente, anche solo per ammirare la vetrina e "lustrarmi" gli occhi. Lì vidi per la prima volta quella "rossa" mozzafiato, dalle curve favolose, la mitica Fender Stratocaster "Fiesta Red", quella di Hank Marvin e Bruce Welch!

Costava ben 260.000 lire, e mi accontentavo di sognarla.
Un giorno, mentre facevo la bella statuina dinanzi alla vetrina, la mia attenzione fu attirata da un anonimo giovane chitarrista intento ad armeggiare con una Stratocaster ed un Vox AC30. Da fuori risuonavano le note del famoso brano degli Shadows, "Wonderful Land" . E come suonava! 

Qualche tempo dopo io e l'amico Orazio Capozzi, chitarristi di primo pelo della scuola "Settenote", ci esibimmo nel corso di una serata estiva dedicata ai dilettanti presso il Dancing "Le Roi" di Torino. Insieme suonammo "Wheels" di Al Caiola, e anche benino nonostante l'emozione.
Dopo di noi però salì sul palco un quartetto di due chitarre, basso e batteria e riconobbi in uno dei chitarristi quel giovane intravisto nel negozio di musica. Suonò magistralmente "Apache", ed io e Orazio ci sentimmo in qualche modo scoraggiati, pensando che non saremmo mai arrivati a suonare in quel modo. Seppi poi che quel giovane si chiamava Raimondo Giansereno, il quale alcuni anni dopo sarebbe divenuto chitarrista della RAI. 

Meditando sulla serata, finimmo per dimenticare che l'ultimo tram passava all'una. Con pochi soldi in tasca non potevamo certo permetterci il taxi, e non ci rimase che tornare a casa a piedi attraversando mezza Torino da via Stradella a Santa Rita.
La camminata nella fresca e tranquilla aria della Torino notturna ci rinvigorì, e promettemmo che ce l'avremmo messa tutta pur di non appendere la chitarra al chiodo.

 

Ebbi occasione di rivedere con piacere Giansereno qualche anno dopo, in occasione della registrazione di un brano del maestro Pier Benito Greco, "Ariel", dove il mio apporto fu una breve parte suonata con una steel guitar della Hofner.