cameriera-morgex-1.jpgLa cameriera di Morgex
(Autori: Enrico Casali e Roberto Di Falco)

Quando nell'inverno del 1967 suonavamo al night Abat-Jour di Courmayeur, alloggiammo per un breve periodo in un Hotel di Morgex, ambiente ideale per il relax dopo le dissolutezze notturne. L'unica tentazione era rappresentata da una cameriera molto ma molto carina verso la quale ognuno di noi profondeva sogni proibiti, e da bravi generali si studiava in gran segreto la strategia vincente per tradurli in concreto. Anche Roberto aveva preparato meticolosamente un suo piano, decisamente diabolico.
Aveva chiesto che gli fosse portata la colazione in camera ad un orario concordato, e prima dell'ora fatale egli aveva già assunto le sembianze di un incallito “chasseur de femmes”: rasatura perfetta, acqua di colonia a profusione, fine vestaglia da camera, musica in sottofondo e luci soffuse.

Al mattino, mentre sonnecchiavamo ancora appollaiati al banco del bar, facendo radiografie alla cameriera, ci domandavamo dove fosse finito Roberto. La solerte ragazza si premurò allora di dirci che non sarebbe sceso poiché era in attesa della colazione in camera.
Giorgio drizzò le orecchie e scompigliò le carte, buttandola sul patetico. Disse alla cameriera che non era giusto affannarsi in servizi extra e si offrì di farsi carico della delicata incombenza. Detto fatto, vassoio alla mano salì ai piani e bussò alla porta della camera di Roberto.
Al fatidico “avanti” la porta si aprì e agli occhi di Roberto apparve Giorgio che con candore bisbigliò – Ecco la colazione, ho voluto aiutare quella povera ragazza che aveva già tanto da fare... - Non é difficile immaginare la reazione di Roberto...