La portiera d'auto galeotta
(Autore: Enrico Casali)

Palau, estate 1966. Si suonava al Camping Baia Saraceno di Palau. Lì avevo instaurato un rapporto di amicizia con Graziano, operatore turistico.
Entrambi coltivavamo una passione amorosa: io facevo il filo a W., figlia di una coppia di clienti torinesi, con la quale per qualche tempo sorsero accesi diverbi poiché non vedevano di buon occhio l'iniziativa. Ma poi tutto si chiarì e, con la dovuta circospezione, continuai a corteggiarla.
Graziano gironzolava invece in gran segreto intorno a T., figlia di un dirigente della struttura, e tale atteggiamento era dovuto al fatto che qualora il severissimo padre se ne fosse accorto l'avrebbe sistemato a dovere.

A fine agosto rientrammo a Torino e riprendemmo l'attività musicale nel torinese. Avevo mantenuto l'amicizia con Graziano. Seppimo che ai primi di ottobre T. sarebbe stata ospite di W. ed io e Graziano davamo di matto pensando e ripensando a quando e come incontrarle.
Il piano maturò telefonicamente in un crescendo tragicomico di chiamate sul telefono di casa di W. Venimmo a sapere che in un giorno fisso della settimana i genitori di W. si recavano a tarda notte in un club di giocatori di carte, a volte da soli, altre volte entrambi. Se solo avessimo citofonato presente uno dei genitori, lascio immaginare il seguito.
Ma la cosa non poteva finire lì.
Una sera fatidica, travolti dalla passione, attraversammo Piazza della Repubblica (meglio conosciuta come Porta Pila) verso l'una di notte, e parcheggiammo in una via adiacente, a qualche decina di metri dal portone di casa di W..

Quando verso l'una e mezza sentimmo aprirsi il portoncino fummo però presi dall'angoscia poiché non riuscivamo a intravedere le figure e non riuscivamo a capire se fossero usciti insieme la mamma ed il papà.
Ci guardammo sconsolati ed avviliti, poi avemmo una intuizione geniale. Attendemmo la chiusura delle portiere dell'auto. Sentimmo il rumore della chiusura di una portiera, e dopo qualche istante di trepidazione che pareva non finire mai udimmo il rumore della seconda portiera. 
Via libera! Suonammo il citofono e salimmo in casa.

Ah. l'amore, questo folle sentimento che... come dicevano i Formula 3!